BEATO CHI SOFFRE? VI Domenica del Tempo ordinario (c)- di Fra Umberto Panipucci

BUONA DOMENICA

PUGLIA D'AMARE QUOTIDIANO D'INFORMAZIONE

IL VANGELO DI OGGI

BEATO CHI SOFFRE?

VI Domenica del Tempo ordinario (c)

+In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo
pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di
gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di
Sidòne.+

Tra le Beatitudini riportate da Matteo e quelle
tramandate da Luca si possono notare facilmente alcune differenze. Fra
queste, una delle più evidenti, è il fatto che in Luca il l’episodio
avviene su una pianura (dopo essere “disceso con i dodici”), mentre in
Matteo il discorso diventa “della montagna” perché viene proferito su un
monte, a una ristretta cerchia di discepoli, mentre la folla è giù ad
aspettare. In intrembi i casi gli echi del racconto mosaico delle tavole
della Legge sono forti. Se l’intenzione di Matteo era quello di far
capire come la via delle beatitudini fosse…

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“Preghiera per Maria” di Cresy Crescenza Caradonna

“Madonnina del mio cuore”
Foto di

CresyCrescenza Caradonna

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FOTO di Cresy Crescenza CaraDonna
FOTO di Cresy Crescenza CaraDonna


“Preghiera per Maria”

Viso gentile
mani giunte
veste candida
luce abbagliante

 

dolce Maria
spirito d’amore
illumina i cuori
dona pace e serenità

 

regina Maria
divina madre celeste
sotto il tuo vestale ho posato le mie rose,
le spine mi hanno punta
stillando gocce di sangue amaro,

 

affinché tu dolce Maria
accolga la mia preghiera,
che ti giunta lì nell’alto dei cieli
dov’è il tuo regno,
affinché lenisca i poveri cuori sofferenti

 

dolce madre 
bella come il sole
per sempre immortalata in un click d’amore.@

di Cresy Crescenza Caradonna 



Santa Crescenza – La storia della beata

Festeggio l’onomastico della Beata Santa Crescenza il 1 giugno per far onore alla mia cara nonna Crescenza nata nell’anno 1900 che teneva a questa data trasmessa da sua madre.

Santa Crescenza
– La storia della beata-

A cura di Crescenza detta Cresy Caradonna.

 


Beata Crescenza Valls Espi
26 settembre
Vergine e martire

Onteniente, Spagna, 1863 – Puerto de Canals, Spagna, 26 settembre 1936

Crescencia Valls Espí nacque nel 1863 a Onteniente (Valencia) e fu battezzata il 10 giugno 1863 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria. Ricevette una formazione di cultura generale. Donna di grande pietà, partecipò quotidianamente all’Eucaristia. Aderì all’Azione Cattolica e ad altre associazioni apostoliche, specialmente per la cura degli ammalati e dei poveri. Fu imprigionata insieme alle tre sorelle: Concepción, Carmen e Patrocinio. Dopo poche ore di prigionia, il 26 settembre 1936 a Puerto di Canals, subirono il martirio al grido di: “Viva Cristo Re!”. La sua beatificazione è stata celebrata da Papa Giovanni Paolo II l’11 marzo 2001.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Puerto de Canals nel territorio di Valencia in Spagna, beata Crescenza Valls Espí, vergine e martire, che patì il martirio nel corso della medesima persecuzione contro la fede.

Dicono di lei che sia “esagerata con i poveri”. Ora, se il concetto di esagerazione è sempre soggettivo e commisurato ad un personalissimo metro di valutazione, è pur vero che sempre esprime una modalità “oltre misura”, che suscita ammirazione e in qualcuno anche un po’ di invidia. E la cosa è tanto più autentica se ad esprimerla non è un singolo soggetto, ma rappresenta un comune sentire. Nel caso, poi, di Crescenza Valls Espí è addirittura un coro di voci, perché ognuno vuole ricordare un aspetto di questo suo “esagerato” amore per i poveri. Così c’è chi la ricorda presente in tutte le case in cui è passata una disgrazia, una malattia o una qualsiasi necessità; chi racconta di quando andava ad elemosinare nelle case dei ricchi, per acquistare cibo e medicine per i poveri; chi la dice capace di commuoversi fino alle lacrime davanti ai casi più gravi; chi, solo per fare un esempio, cita l’episodio della ragazza tubercolotica che nessuno vuole curare e che solo lei va ogni giorno a trovare, portandole cibo e medicine. E la sua è una carità che sconfina oltre la morte, perché corre sollecita in ogni casa in cui c’è stato un lutto, per consolare chi resta e per aiutare a pagare il funerale a chi non ce la fa. È nata nel 1863 a Onteniente (Valenza) e la sua vita si svolge tutta qui: in casa, dove lavora come ricamatrice, provvedendo a mantenere sé e la famiglia, mentre tutto quel che sopravanza è destinato ai miserabili che visita ogni giorno; in chiesa, dove si reca quotidianamente e magari più volte al giorno. È donna dalla comunione quotidiana e dalla confessione frequente, con una buona direzione spirituale e una devozione particolarissima al sacro Cuore e alla Madonna. Tutto qui, niente di più per questa donna estremamente semplice, dalla cultura elementare acquisita presso le Suore di San Vincenzo, che soprattutto le hanno insegnato ad essere un’autentica cristiana. E tanto le basta per prepararsi ad un sì definitivo e coraggioso per Cristo che le farà guadagnare la corona del martirio. Mentre in paese sono ammirati per il suo attivismo, il suo impegno e la sua carità senza limiti., per gli “altri”, cioè per quelli che nel 1936 stanno mettendo a ferro e fuoco la Spagna, altro non è che una bigotta, che a 73 anni suonati, con il suo esempio contagioso e la sua fede forte, è estremamente pericolosa per i loro progetti rivoluzionari. Sanno che è iscritta alla Compagnia delle Figlie di Maria e all’Apostolato della Preghiera, che è attivissima tra le Donne della San Vincenzo, che è uno dei pilastri della locale Azione Cattolica e della Compagnia del Carmine: elementi più che sufficienti per classificarla tra le “cattoliche ferventi” e con questo capo di accusa condannarla a morte. Cominciano a farle giungere più o meno velate minacce e intimidazioni, a gennaio 1936 il sindaco di Onteniente la denuncia come cattolica al governatore di Valenza, ma il mese dopo lei è di nuovo in prima linea durante la campagna elettorale, per difendere la fede e incoraggiare alla fedeltà al Papa. Sa che tutto questo può costarle la vita, ma non cambia le sue abitudini, non diminuisce il suo impegno e non prende precauzioni, perché, dice, il massimo che possono farle è “ammazzarla per Dio”. Il 26 settembre 1936 i miliziani irrompono in casa sua poco prima di mezzogiorno e la arrestano insieme alle sue tre sorelle. Resta in carcere dodici ore appena e non viene neppure processata, perché la sentenza di morte è già stata emessa la sera prima dell’arresto. A mezzanotte, nel porto di Ollería, si sentono degli spari, ma soprattutto delle grida che altro non sono che una confessione di fede ad alta voce: “Moriamo per Dio. Viva Cristo Re”. Tra questi martiri per la fede c’è Crescenza Valls Espí, “esagerata” non solo con i poveri ma anche nella professione della sua fede, che l’11 marzo 2001.Giovanni Paolo II ha proclamato beata, insieme ad altri 232 martiri spagnoli.


Autore: Gianpiero Pettiti

Dal sito web
SANTI, BEATI E TESTIMONI



Festeggio l’onomastico della Beata Santa Crescenza il
1 giugno per far onore alla mia cara nonna Crescenza nata nell’anno 1900 che teneva a questa data trasmessa da sua madre.

«Le radici sono nei nostri avi
noi siamo quello che loro furono
che si perpetueranno nei figli dei nostri figli.»

Crescenza Caradonna detta Cresy

 


 

Mercoledì delle Ceneri

Mercoledì delle Ceneri

ll Mercoledì delle Ceneri segna, nella tradizione cristiana, l’inizio della Quaresima, il tempo di preparazione alla Pasqua.



Proverbio del giorno:
Di febbraio la neve è migliore del fango.


Icona della Regina degli Apostoli disegnata secondo le indicazioni del Primo Maestro beato don Giacomo Alberione


Alle persone che sono volate in cielo… a loro oggi vada il mio pensiero!

CresyCrescenza Caradonna


Risultato immagine per mercoledì delle ceneri 2015



DA:
La Preghiera di San Francesco


Oh, Signore,
fa’ di me lo strumento della Tua Pace;
Là, dove è l’odio che io porti l’amore.
Là, dove è l’offesa che io porti il Perdono.


BUONA GIORNATA



Rosa l’Angelo mio – PREMIO MARTUCCI 2012 –

Pensieri e Riflessioni by CresyCaradonna
Pensieri e Riflessioni
by CresyCaradonna

Rosa l’Angelo mio

Quel sorriso solare
quei modi d’altri tempi
quell’amore senza limiti
puro e sincero
ora appartengono a Dio.
Angelo già celato in te
Angelo rosa
come nuvola eterea soffio di infinito
così mi piace ricordarti
sei lì tra le tue anime più care
cullata dall’amore di chi ti ha tanto amata in vita
ed ora qui’ cullata dai nostri pianti terreni nell’ultimo tuo viaggio.
Angelo rosa
profumo senza tempo
amore celestiale che fine mai avrà
ora tra le mie mani mi resta solo una rosa
una rosa  in ricordo di te.

Cresy Crescenza Caradonna

C I A O zia Rosa 

con me nell’anima per sempre!

Cresy Crescenza Caradonna
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Attesto di merito al



Madre Teresa

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pubblicata da Cresy Crescenza il giorno lunedì 22 novembre 2010 alle ore 22.23
” Madre Teresa “

Guarda il suo volto
fragile segnato dal tempo
segnato dalla fatica

ora guarda il suo cuore
grande come il mondo
al quale ha dato tutta la sua vita
al servizio dei più poveri

ha amato tutti
ora la sua anima
è lì evanescente

angelo bianco
con noi vivrà per sempre.

Cresy Crescenza Caradonna
22 novembre 2010 @

 

http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=198741&t=Madre+Teresa

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Info ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell’Autore.

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Solo Poesia di Cresy

Album:

” Anima di poesia…il volo “ ·

 

Il film su Papa Francesco di Crescenza Caradonna


Il film su Papa Francesco
In 330 copie arriva il 29 e 30 aprile nelle sale cinematografiche italiane il film sulla vita di Papa Francesco dal titolo: “Francesco da Buenos Aires, la rivoluzione dell’uguaglianza”.
Girato da Miguel Rodriguez Arisa e Fulvio Iannucci  è un documentario che parla della vita religiosa e civile di Papa Bergoglio che è stato visto in anteprima da don Dario Viganò direttore del Centro Televisivo Vaticano oltre che a Gerusalemme per Julian Domimguez presidente della Camera dei Deputati Argentina e per Guillermo Moreno responsabile commerciale dell’ambasciata argentina.
Nella pellicola è particolarmente toccante l’intervista alla sorella del Papa donna di grande semplicità e di immensa sensibilità, dunque un film da non perdere.©

Di Crescenza Caradonna

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Giovedì Santo di Crescenza Caradonna

Nella Chiesa cattolica

Nel giovedì santo si ricorda sia l’istituzione dell’Eucaristia  del ministero del sacerdozio sia la consegna ai discepoli de comandamento dell’amore  (Gv 13,34). Per queste ragioni nel giovedì santo viene celebrata la Giornata sacerdotale.
Il giovedì santo è caratterizzato soprattutto dalla messa del crisma e dalla messa nella Cena del Signore: in questo giorno non si può celebrare la Messa secondo altri formulari. La santa Comunione può essere distribuita solo nella Messa, crismale o in Cena Domini: agli infermi può essere distribuita in qualunque ora del giorno.
Nella forma ordinaria, questo giorno è diviso tra il tempo di Quaresima ed il tempo del Triduo Pasquale  questo giorno è sia l’ultimo giorno di Quaresima sia il primo giorno del Triduo Pasquale ma in modo tale che i due tempi non si sovrappongano, infatti, la Quaresima termina prima che inizi la  messa in cena Domini con il cui inizio comincia contestualmene il Triduo Pasquale.
Nella forma straordinaria, questo giorno è per intero sia il terzultimo giorno di Quaresima sia il primo giorno del triduo sacro.
La Messa in Cena Domini è seguita dall’adorazione del Santissimo Sacramento deposto all’ Altare delle reposizione.

La  lavanda dei piedi  è il gesto che Gesù ha fatto durante l’Ultima Cena . Il fatto è narrato solamente nel Vangelo secondo Giovanni: 13,1-15   

« Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. »  
 ( Giovanni  13,12-15 )

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‘Gesù volo d’aquila’

Svelata umanità
mistero incarnato
dimora d’amore
è volo d’aquila

s’alza a toccare il limite della linea dell’orizzonte visibile
un uomo ha posto dimora
sguardo e dono in mezzo a noi

contemplo il vivere della sua parola che vive 
sempre e per sempre fino alla fine di me@
http://wp.me/p28N8b-14e
Istruzioni dell’anima Il libro di Crescenza Caradonna

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Buona Pasqua di Crescenza Caradonna

BUONA PASQUA Cresy
BUONA PASQUA
Cresy

Vola colomba

Nilla Pizzi direbbe:
“Vola colomba bianca vola”
ora che lei non c’è più,
mi piacerebbe scrivere questo verso
sulla Bandiera della Pace.
Pace per tutti gli uomini
Pace per un futuro migliore
Pace per costruire amore.
Ricordo da bambina la canzoncina
che cantavamo dopo aver litigato tra noi bimbi :
” Pace Pace di Gesù non lo faccio più e nemmeno tu “
mi ritorna in mente sempre
come una nenia ossessiva
proprio in questi angosciosi giorni di guerra
sì perché è guerra
questa miserevole ricerca alla più sfrenata ricchezza
invadendo paesi
calpestando dignità
massacrando innocenti.
Quanto sangue e dolore dovrà ancora scorrere?
Vola colomba bianca vola
nei cuori di chi un cuore non ha
perso tra crudeli giochi di potere.@

©Cresy Crescenza Caradonna

©2011 Inedita
Tutti i diritti riservati



http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=204758
http://centroculturalearianna.blogspot.com/p/le-vostre-poesie-sul-tema-identita-e.html

Finissage 3^ Rassegna d'arte contemporanea "Identità e Intercultura"

POESIA CHE HA PARTECIPATO AL:

 Vernissage 3° Rassegna d’arte contemporanea
“Identità e Intercultura”
 Domenica 15 gennaio 2012
Museo Civico di Striano
Napoli

Declamazione delle poesie dei poeti di facebook sul tema dell’intercultura: Maria Teresa Sica, Gentiana Marika Marika, Marinella Albora, Ilde Rampino, Imma Maddaloni, Sara Franco, Maria Luisa Brignola, Lorenzo Basile, Mara Zilio, Carla Colombo, Rosalba Coppola, Cresy Crescenza, Gianfranco Italo Tricolore.

D E S C R I Z I O N E 
Consegna attestati agli artisti
I N T E R V E NTI
prof. Giovanni Boccia,
Presidente centro Culturale Arianna Napoli Est
Prof.ssa Rosalba Coppola
Critica d’Arte

EVENTO PASSATO

 

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È USCITO IL MIO NUOVO LIBRO
“Il libro della Nascita Filastrocche e poesie”


di Cresy Crescenza Caradonna
http://wp.me/p2OKaw-TH

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/poesia/libro-nascita-caradonna.html

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Angeli di Crescenza Caradonna


 

Angeli

Angeli
dalle trasparenti ali
dai volti familiari
dai respiri mai provati

Angeli
presenze delle ore più buie

Angeli
baluardi di quell’amore

perduto per sempre
presenze leggiadre
impercettibilmente vissute.©

Cresy Crescenza Caradonna
3 settembre 2010 @

Poesia vincitrice
di Segnalazione di Merito


Premio Nazionale
di Letteratura e Teatro

N.Martucci 2010
Città di Valenzano
Bari

 


Madre Teresa

pubblicata da Cresy Crescenza il giorno lunedì 22 novembre 2010 alle ore 22.23
” Madre Teresa “Madre Teresa di Calcutta,  Premio Nobel per la Pace 1979

Guarda il suo volto
fragile segnato dal tempo
segnato dalla fatica

ora guarda il suo cuore
grande come il mondo
al quale ha dato tutta la sua vita
al servizio dei più poveri

ha amato tutti
ora la sua anima
è lì evanescente

angelo bianco
con noi vivrà per sempre.

Cresy Crescenza Caradonna
22 novembre 2010 @

http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=198741&t=Madre+Teresa

Copyright©2010 Inedita
Tutti i diritti riservati

Info ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell’Autore.

Solo Poesia di Cresy

Album:

” Anima di poesia…il volo “ ·

Madre Teresa, targa decorativa a Olomouc

Papa Giovanni XXIII_ di Crescenza Caradonna

Papa Giovanni XXIII
di Crescenza Caradonna

Italiano: Padre Antonio Vitale Bommarco, diret...
Italiano: Padre Antonio Vitale Bommarco, direttore del Messaggero di S. Antonio, incontra il Papa Giovanni XXIII nel 1962

 I HAVE  A DREAM

Papa Giovanni XXIII

( 1881- 1963 )

Questo è il testo del discorso con cui Giovanni XXIII si rivolse alla folla la sera dell’11 ottobre 1962, al termine della giornata di apertura del Concilio Vaticano II. Letto oggi, ha un carattere intimo, familiare, quasi personale. Un discorso che nella solennità del momento evita le grandi parole e trova la forma semplice della comunicazione, per certi aspetti vicina alla retorica del discorso di un parroco ai suoi parrocchiani. Un aspetto, questo, che forse può sorprendere per l’occasione, la solennità, lo scenario complessivo, ma che deve far riflettere sulla capacità di trasmettere comunanza non tanto per i concetti che si enunciano o per le promesse che si fanno, ma per le parole che si trovano.

Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo; e qui, di fatto, il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera…Osservatela in alto, e guardate questo spettacolo…noi chiudiamo una grande giornata di pace…Sì, di pace: Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà.

Se domandassi, se potessi chiedere ora a ciascuno: voi da che parte venite? I figli di Roma, che sono qui specialmente rappresentati, risponderebbero: ah, noi siamo i figli più vicini, e voi siete il nostro vescovo. Ebbene, figlioli di Roma, voi sentite veramente di rappresentare la Roma caput mundi, la capitale del mondo, così come per disegno della Provvidenza è stata chiamata ad essere attraverso i secoli.

La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, un fratello divenuto padre per volontà di Nostro Signore…Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell’incontro; cogliere quello che ci unisce, lascia da parte, se c’è, qualche cosa che ci può tenere un pò in difficoltà.
Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: «Questa è la carezza del Papa». Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specie nelle ore della mestizia e dell’amarezza…E poi tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino.

Addio, figlioli. Alla benedizione aggiungo l’augurio della buona notte.

_Papa Giovanni XXIII_

Ricerche di  Crescenza Caradonna