L’intensità

“L’immensità”

Immensità sfogliata
d’angolo chiaro del creato

di un vivere in un meravigliato tormento
d’onda increspata dal mare

immensità di diamanti
di un grande buio
fermo alla luce di una candela
che illumina il cuore,

ogni goccia disseta un fiore
ogni goccia d’amore disseta l’anima

è l’immensità
il rifugio luminoso dell’eternità.

Cresy Crescenza Caradonna
27 novembre 2011

V° CONCORSO NAZIONALE ‘CHIARE, FRESCHE E DOLCI ACQUE’

 

V° CONCORSO NAZIONALE ‘CHIARE, FRESCHE E DOLCI ACQUE’

 

 

Poesie e Brevi Racconti
SALA MOZART
Piazza Umberto, I n.43
-BARI-
BARI, 10 DICEMBRE 2017 DOMENICA
SALA MOZART
P.ZZA UMBERTO I, 43
Matinèe di Premiazione, h. 10,30

Articoli di Cresy Crescenza Caradonna di:
Puglia da amare Quotidiano d’informazione
https://wp.me/p83ry9-bjA


LA POESIA IN CONCORSO

24775197_1907743162586588_4447324542341819629_n

Ave  Maria

Riflessi dorati
lontano silenzio
sfavilla
mormora
respira,

l’Angelo è vita
nell’azzurro corona di vetro
d’amore infinito,

nel chiarore di una chiesa
al bagliore di mille candele
s’alza al cielo una preghiera:

Ave Maria
Piena di grazia
Il Signore​ è con te
Tu sei benedetta tra le donne
Benedetto il frutto del tuo seno
 
ai piedi di una Madonnina
è sgorgato l’amore

che tutto lenisce
che tutto perdona
nei palpiti dei cuori feriti,

ed io scrivo,
assorta nella contemplazione
 di un lucente mantello di cielo,
visione celestiale di una Madonnina.@
Crescenza Caradonna


 

25152423_1910270905667147_2459227745515946783_n

Vi racconto un libro ” Mai nate ” di Anna Meldolesi

Cresy@
Cresy@

©foto di Crescenza Caradonna

Vi racconto un libro


” Mai nate “

di Anna Meldolesi

Leggere il libro “ Mai nate ” di Anna Meldolesi edito dalla Mondadori, mi ha catapultata in un universo che credevo non potesse esistere: parla  dell’aborto selettivo che praticano in India  sulle donne che scoprono di aspettare una bambina, sconvolgente fenomeno in uso non solo in questo paese, tanto bello, generoso e ricco di tradizioni, ma anche in Cina e penso diffuso anche in Italia
tra gli immigrati.
La donna del libro, decide volontariamente di interrompere la gravidanza, ma chiedo e vi chiedo, è proprio così?
Queste donne sono davvero libere, come vogliono farci credere, che la scelta dell’aborto sia una decisione personale  e consapevole e non il frutto di interazioni socio-culturali imposte dalla società in cui vivono?
Da donna penso che la libertà ma in particolar modo, la consapevolezza del significato che noi donne-occidentali diamo al termine specifico, non rientri nel loro modo di vivere la vita, accettano per non sopperire, accettano per non morire, accettano per  convenzione, accettano e questo mi basta per capire.
Fino a quando l’ignoranza regnerà sovrana, fino a quando anche noi, emancipati-occidentali, non la smetteremo di attaccarci a stereotipi tipo:
«Auguri cara …ma speriamo che sia un maschio», il mondo andrà solo verso un’unica direzione quella narrata nel  libro in questione, perché qualcosa cambi, cambiamo prima noi stessi e citando un passo del Vangelo che dice testualmente:
«è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio», che interpreto a modo mio e cioè:«è più facile adeguarsi ed adagiarsi nelle situazioni più semplici del momento che combattere per un cambiamento ricco di ostacoli e scoscesi cammini».

Di Crescenza Caradonna©


Dal vangelo secondo Marco
 (Mc 10,17-30). 

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.

VIETATO COPIARE O SCARICARE L’ARTICOLO O PARTE DI ESSO 

GRAZIE

« Le bambine di oggi sono le donne del futuro. Le sole capaci di soffrire e di gioire in un modo così puro e nobile e le sole in grado di cambiare il volto del mondo manifestando, laddove unite e alleate, una non violenza così eroica da sconfiggere la bomba atomica come se fosse un semplice pallone »

Mahatma Gandhi

  • Articoli di Crescenza Caradonna

https://cresycaradonna.wordpress.com/2010/09/16/mai-nato/

Buona Pasqua

Per Pasqua festeggiamo l’amore che Dio ci ha donato

BUONA PASQUA A TUTTI VOI

Cresy

Giappone e Cibo

image

Amore per il Giappone

🍱🍣🍱🍣🍱🍣🍱🍣🍱🍣🍱🍣🍱🍣🍱🍣🍱🍣

Sake e sushi
si mangia giapponese
Solo bacchette
🍶

Serata di Premiazione-Premio Letterario Porta d’Oriente 2015

 

Premio Letterario Porta d’Oriente 2015

Menzione d’onore
Premio Letterario Porta d’Oriente 2015

“Dawud/Amato”

Cammina Dawud
amato cammina

pietre polvere sangue e lacrime
sulla terra arsa dal dolore
rossa di sangue innocente

cammina Dawud
l’amato germoglio della primavera araba
cammina senza meta
senza il filo dell’amore:
«Dov’è la pace?»

Le bandiere di ogni colore
come leggeri aquiloni si librano nel terso cielo
gridano all’unisono libertà.

Dawud cammina
ignaro verso la sua sorte
appesa ai cuori degli uomini

cammina nell’arida terra
amato germoglio
tra dune e sabbia nella speranza
di una pace che verrà.
Cresy Crescenza.

Menzione d’onore
Premio Letterario Porta d’Oriente 2015
Condivido con voi


Grazie
Cettina Fazio Bonina
Nicola Cutino
all’Associazione Porta d’Oriente

Una poesia che ha come tema la guerra
 FOTO DELLA SERATA DI PREMIAZIONE A CURA DI CRESY
Serata di premiazione
Circolo Unione
Teatro Petruzzelli
#Bari






Serata di premiazione
Bari
Circolo Unione
Teatro Petruzzelli




 
Sala degli specchi
Circolo Unione
Teatro Petruzzelli
#Bari _Serata di premiazione
#concorsiletterari



Sala degli specchi
In diretta dal Circolo Unione #Bari.
Teatro Petruzzelli


R
A
Z
I
E..........Cresy Crescenza Caradonna FB di Cresy

Riflessione di Crescenza Caradonna

La morte non esiste
perchè la cosa più importante è l’anima
noi siamo sempre alla ricerca di essa@

di

Cresy Crescenza
Luce di
Luce
di Cresy Crescenza

Papa Giovanni XXIII_ di Crescenza Caradonna

Papa Giovanni XXIII
di Crescenza Caradonna

Italiano: Padre Antonio Vitale Bommarco, diret...
Italiano: Padre Antonio Vitale Bommarco, direttore del Messaggero di S. Antonio, incontra il Papa Giovanni XXIII nel 1962

 I HAVE  A DREAM

Papa Giovanni XXIII

( 1881- 1963 )

Questo è il testo del discorso con cui Giovanni XXIII si rivolse alla folla la sera dell’11 ottobre 1962, al termine della giornata di apertura del Concilio Vaticano II. Letto oggi, ha un carattere intimo, familiare, quasi personale. Un discorso che nella solennità del momento evita le grandi parole e trova la forma semplice della comunicazione, per certi aspetti vicina alla retorica del discorso di un parroco ai suoi parrocchiani. Un aspetto, questo, che forse può sorprendere per l’occasione, la solennità, lo scenario complessivo, ma che deve far riflettere sulla capacità di trasmettere comunanza non tanto per i concetti che si enunciano o per le promesse che si fanno, ma per le parole che si trovano.

Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo; e qui, di fatto, il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera…Osservatela in alto, e guardate questo spettacolo…noi chiudiamo una grande giornata di pace…Sì, di pace: Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà.

Se domandassi, se potessi chiedere ora a ciascuno: voi da che parte venite? I figli di Roma, che sono qui specialmente rappresentati, risponderebbero: ah, noi siamo i figli più vicini, e voi siete il nostro vescovo. Ebbene, figlioli di Roma, voi sentite veramente di rappresentare la Roma caput mundi, la capitale del mondo, così come per disegno della Provvidenza è stata chiamata ad essere attraverso i secoli.

La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, un fratello divenuto padre per volontà di Nostro Signore…Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell’incontro; cogliere quello che ci unisce, lascia da parte, se c’è, qualche cosa che ci può tenere un pò in difficoltà.
Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: «Questa è la carezza del Papa». Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specie nelle ore della mestizia e dell’amarezza…E poi tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino.

Addio, figlioli. Alla benedizione aggiungo l’augurio della buona notte.

_Papa Giovanni XXIII_

Ricerche di  Crescenza Caradonna


Papa Francesco in Sardegna ( Italy )

  Cieli eterni di Crescenza Caradonna



” Dove non c’è lavoro non c’è dignità

non lasciatevi rubare la speranza

è sotto la cenere perchè il fuoco riarda nuovamente”

Dal Discorso di Papa Francesco

Signore Dio guardaci
guarda questa città quest’isola
guarda le nostre famiglie

Signore a te non è mancato il lavoro
hai fatto il falegname eri felice

Signore ci manca il lavoro
gli idoli vogliono rubarci la dignità

i sistemi ingiusti vogliono rubarci la speranza
Signore non ci lasciarci soli

Signore aiutaci ad aiutarci tra noi
per dimenticare l’egoismo per sentire il noi
perchè il popolo vuole andare avanti

ed insegnaci a lottare per il  lavoro
nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo
e Pregate per Me.

Papa Francesco

byCresycf08e-cs-wh-120x60

 

Luce di Crescenza Caradonna

Luce

Luce di
Luce
di Cresy Crescenza Caradonna

I più deboli: gli ammalati

I più deboli: gli ammalati

Gli ammalati che nei loro letti sono lì immobili senza la possibilità di poter fare le più semplici cose che a noi sembrano normali,gli ammalati che dipendono da un sorriso o da un gesto che gli porti il sole nei sofferenti giorni di degenza, gli ammalati che, giovani, vecchi o bambini, guardano al futuro come speranza d’un piccolo barlume di vita, a loro dedico oggi il mio pensiero ricordando che la sofferenza non ha età e stato, non ha colore nè nazionalità ma ha solo i colori dei cuori puri d’animo, quei colori che li avvicinano più degli altri a Dio.

di Cresy Crescenza Caradonna

Vedo un angelo

Occhi negli occhi
mani nelle mani
cuori nei cuori
l’anima mia trafitta dal dolore
si nutre degli angeli senza nome

ogni giorno
ora dopo ora
minuto dopo minuto
gli angeli ora si chiamano ammalati
vedo gli angeli
nei loro fragili corpi
li accarezzo li dono un sorriso

s’apre il cielo
in un arcobaleno
d’un dolce sentir d’amore.@

di

Crescenza Caradonna

Papa Francesco

«Non dobbiamo avere paura della bontà»

Papa Francesco