FRANZ KAFKA E WILLIAM-ADOLPHE BOUGUEREAU

“La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio.”

FRANZ KAFKA

William Adolphe Bouguereau: Ragazza con melograno, 1875
William Adolphe Bouguereau: Ragazza con melograno, 1875

by Cresy Caradonna

L’abbraccio – Poesia di Cresy Crescenza Caradonna



“L’abbraccio”
Di miele è lo sguardo tuo
sapore di latte caldo è il mio petto

onnivora d’amor per te
corolla di puri fiori immaginari
tu mio figlio
sussurro fragile nel tramonto
roboante energia dell’alba
diamante prezioso inestimabile

queste braccia dondolano nei tuoi respiri
queste braccia sono ali
queste braccia t’accarezzano
queste braccia ti proteggono.

La luce fatta di sillabe è già nel nuovo giorno
scandisce la parola  mamma
nel circolare abbraccio che fine mai avrà.©

Cresy Crescenza Caradonna



«Quando quell’amore incondizionato ti sussurra mamma
le montagne si muovono come formiche»©

Cresy Crescenza Caradonna

 

Santa Crescenza – La storia della beata

Festeggio l’onomastico della Beata Santa Crescenza il 1 giugno per far onore alla mia cara nonna Crescenza nata nell’anno 1900 che teneva a questa data trasmessa da sua madre.

Santa Crescenza
– La storia della beata-

A cura di Crescenza detta Cresy Caradonna.

 


Beata Crescenza Valls Espi
26 settembre
Vergine e martire

Onteniente, Spagna, 1863 – Puerto de Canals, Spagna, 26 settembre 1936

Crescencia Valls Espí nacque nel 1863 a Onteniente (Valencia) e fu battezzata il 10 giugno 1863 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria. Ricevette una formazione di cultura generale. Donna di grande pietà, partecipò quotidianamente all’Eucaristia. Aderì all’Azione Cattolica e ad altre associazioni apostoliche, specialmente per la cura degli ammalati e dei poveri. Fu imprigionata insieme alle tre sorelle: Concepción, Carmen e Patrocinio. Dopo poche ore di prigionia, il 26 settembre 1936 a Puerto di Canals, subirono il martirio al grido di: “Viva Cristo Re!”. La sua beatificazione è stata celebrata da Papa Giovanni Paolo II l’11 marzo 2001.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Puerto de Canals nel territorio di Valencia in Spagna, beata Crescenza Valls Espí, vergine e martire, che patì il martirio nel corso della medesima persecuzione contro la fede.

Dicono di lei che sia “esagerata con i poveri”. Ora, se il concetto di esagerazione è sempre soggettivo e commisurato ad un personalissimo metro di valutazione, è pur vero che sempre esprime una modalità “oltre misura”, che suscita ammirazione e in qualcuno anche un po’ di invidia. E la cosa è tanto più autentica se ad esprimerla non è un singolo soggetto, ma rappresenta un comune sentire. Nel caso, poi, di Crescenza Valls Espí è addirittura un coro di voci, perché ognuno vuole ricordare un aspetto di questo suo “esagerato” amore per i poveri. Così c’è chi la ricorda presente in tutte le case in cui è passata una disgrazia, una malattia o una qualsiasi necessità; chi racconta di quando andava ad elemosinare nelle case dei ricchi, per acquistare cibo e medicine per i poveri; chi la dice capace di commuoversi fino alle lacrime davanti ai casi più gravi; chi, solo per fare un esempio, cita l’episodio della ragazza tubercolotica che nessuno vuole curare e che solo lei va ogni giorno a trovare, portandole cibo e medicine. E la sua è una carità che sconfina oltre la morte, perché corre sollecita in ogni casa in cui c’è stato un lutto, per consolare chi resta e per aiutare a pagare il funerale a chi non ce la fa. È nata nel 1863 a Onteniente (Valenza) e la sua vita si svolge tutta qui: in casa, dove lavora come ricamatrice, provvedendo a mantenere sé e la famiglia, mentre tutto quel che sopravanza è destinato ai miserabili che visita ogni giorno; in chiesa, dove si reca quotidianamente e magari più volte al giorno. È donna dalla comunione quotidiana e dalla confessione frequente, con una buona direzione spirituale e una devozione particolarissima al sacro Cuore e alla Madonna. Tutto qui, niente di più per questa donna estremamente semplice, dalla cultura elementare acquisita presso le Suore di San Vincenzo, che soprattutto le hanno insegnato ad essere un’autentica cristiana. E tanto le basta per prepararsi ad un sì definitivo e coraggioso per Cristo che le farà guadagnare la corona del martirio. Mentre in paese sono ammirati per il suo attivismo, il suo impegno e la sua carità senza limiti., per gli “altri”, cioè per quelli che nel 1936 stanno mettendo a ferro e fuoco la Spagna, altro non è che una bigotta, che a 73 anni suonati, con il suo esempio contagioso e la sua fede forte, è estremamente pericolosa per i loro progetti rivoluzionari. Sanno che è iscritta alla Compagnia delle Figlie di Maria e all’Apostolato della Preghiera, che è attivissima tra le Donne della San Vincenzo, che è uno dei pilastri della locale Azione Cattolica e della Compagnia del Carmine: elementi più che sufficienti per classificarla tra le “cattoliche ferventi” e con questo capo di accusa condannarla a morte. Cominciano a farle giungere più o meno velate minacce e intimidazioni, a gennaio 1936 il sindaco di Onteniente la denuncia come cattolica al governatore di Valenza, ma il mese dopo lei è di nuovo in prima linea durante la campagna elettorale, per difendere la fede e incoraggiare alla fedeltà al Papa. Sa che tutto questo può costarle la vita, ma non cambia le sue abitudini, non diminuisce il suo impegno e non prende precauzioni, perché, dice, il massimo che possono farle è “ammazzarla per Dio”. Il 26 settembre 1936 i miliziani irrompono in casa sua poco prima di mezzogiorno e la arrestano insieme alle sue tre sorelle. Resta in carcere dodici ore appena e non viene neppure processata, perché la sentenza di morte è già stata emessa la sera prima dell’arresto. A mezzanotte, nel porto di Ollería, si sentono degli spari, ma soprattutto delle grida che altro non sono che una confessione di fede ad alta voce: “Moriamo per Dio. Viva Cristo Re”. Tra questi martiri per la fede c’è Crescenza Valls Espí, “esagerata” non solo con i poveri ma anche nella professione della sua fede, che l’11 marzo 2001.Giovanni Paolo II ha proclamato beata, insieme ad altri 232 martiri spagnoli.


Autore: Gianpiero Pettiti

Dal sito web
SANTI, BEATI E TESTIMONI



Festeggio l’onomastico della Beata Santa Crescenza il
1 giugno per far onore alla mia cara nonna Crescenza nata nell’anno 1900 che teneva a questa data trasmessa da sua madre.

«Le radici sono nei nostri avi
noi siamo quello che loro furono
che si perpetueranno nei figli dei nostri figli.»

Crescenza Caradonna detta Cresy

 


 

Il carrozzone di Crescenza Caradonna

 Il carrozzone

Un carrozzone
bella la libertà…
ma quale?

 

Cerchi
fuochi
fruste
lo spettacolo và in scena

 

ballano come ballerini gli elefanti
volano i colombi bianchi dai cilindri
ruggiscono i leoni nelle celle

 

guardo mentre perle di lacrime mi rigano il viso
io goccia nel mare
io bambina ricordo,

bella la libertà…ma quale?

 

Il richiamo della foresta echeggia
gravita inesorabile sulle anime delle gabbie chiuse

 

 il circo
dai colori arcobaleno
dai pagliacci  saltimbanchi funanboli senza tempo

 

le serrate prigioni s’aprino
per la libertà di un carrozzone nomade di strada@

diCresy Crescenza Caradonna

 

Serata di Premiazione de ‘Mostra Arte Sacra’ Bari di Crescenza Caradonna

Serata di Premiazione de ‘Mostra Arte Sacra’ Bari 
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BLOG DI CRONACA
ROSA e NERO  

   Cresy Crescenza Caradonna.

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“Il cibo per l’anima non è in vendita al supermercato®″
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