“Paolo e Anneshca” di Vito Coviello

Paolo e Anneshca”
di Vito Coviello

RECENSIONE DI ROCCO GALANTE, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ACIIL ONLUS

Il libro “Paolo e Anneshca” dell’autore Vito Coviello esprime al meglio la condizione del non vedente con tutti gli ostacoli difficili da superare, con tutte le paure, le incertezze e le sofferenze. Tra le righe, però, si trova l’amore di Paolo per Anneshca capace di trasformare le debolezze in coraggio di vivere: la sua prova, infatti, sarà prendere da solo l’aereo per raggiungere la luce della sua vita.
Anneshca ama Paolo anche se è diventato cieco perché per lei conta la sua anima a differenza di altre donne che l’hanno abbandonato considerandolo un peso.
Paolo, depresso per la sua situazione, ritrova la speranza di ricominciare grazie all’infermiera russa. Il testo rappresenta il trionfo del coraggio di un non vedente.

RECENSIONE DELLA DOTT.SSA E GIORNALISTA Donatella De Stefano

Il libro “Paolo e Anneshca” di Vito Coviello si articola in intrecci particolari e suggestivi tratteggiati dal sentimento più vero e puro della vita: l’amore.
Poalo, ex poliziotto, diventa cieco per un incidente stradale e il destino decide di farlo incontrare con l’infermiera russa, Anneshca che diventa la sua sola ragione per sconfiggere la depressione che lo attanaglia.
Paolo è circondato dalle amicizie: Pasqua, cantante napoletana non vedente, Samantha, vedova, non vedente, innamorata di Paolo e Gianni, il suo medico amico di fiducia. Gianni è al suo fianco nei momenti più bui, soprattutto, quando Paolo crede di vedere immagini che non esistono.
La storia con Anneshca è complicata, fatta di alti e bassi: lei poetessa, credente e praticante alla religione ortodossa, attaccata alla festa di San Nicola di Bari (come tutti i russi), molto sensibile tanto da far innamorare follemente Paolo che le propone di lavorare per lui.
Questo testo è, anche, la descrizione dello stato di un non vedente, le sensazioni che prova a vedere costantemente il buio, di non ritrovare le cose se non ha un suo ordine, di spazzare con le mani a terra se qualcosa cade e della difficoltà di orientarsi a casa propria. Racconta anche del rapporto tra i vedenti e non vedenti, forse ancora contagiato da pregiudizi verso “l’anormalità” e del rapporto che le donne hanno nei confronti di Paolo una volta diventato cieco.
Paolo, però, non si arrende, combatte per amore e decide di imbarcarsi con il solo aiuto del bastone e del navigatore dell’I Phone: è una testimonianza forte di come è la volontà di noi stessi a vincere sempre le paure e le fragilità.

RECENSIONE DI Alessandra Monetta LAUREANDA IN SCIENZE DEL SERVIZIO SOCIALE

L’autore Vito Coviello con il libro “Paolo e Anneshca” dimostra che niente è impossibile basta solo affrontare se stessi per sconfiggere le insicurezze.
Paolo è capace anche di superare il pensiero del suicidio quando crede di aver perso per sempre la sua Anneshca, è in grado di camminare da solo grazie al corso di mobilità che ha deciso di seguire ed è capace di uscire dalla depressione e ritrovare la voglia di vivere.
Tutti, vedenti e non, dobbiamo essere come Paolo, non fermarci davanti alle difficoltà: questo è l’insegnamento che Vito vuole trasmetterci.

Per chiunque fosse interessato e vuole ricevere il libro qui di seguito i nostri contatti:
Associazione Ciechi Ipovedenti ed Invalidi Lucani
Tel. 0971306937
E-mail: aciilpotenza@alice.it

Crescenza Caradonna di
Puglia d’amare Quotidiano d’Informazione

CONTATTI/INFO: pugliadaamareonline@gmail.com
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