Nasce a Firenze, Aldo Palazzeschi.

Aldo Palazzeschi, pseudonimo di Aldo Pietro Vincenzo Giurlani (Firenze, 2 febbraio 1885 Roma, 17 agosto 1974), è stato uno scrittore e poeta italiano, uno dei padri delle avanguardie storiche.


Nasce a Firenze, Aldo Palazzeschi, pseudonimo di Aldo Giurlani.

Durante la propria vita artistica, Palazzeschi si accosta a diversi movimenti letterari: dal crespuscolarismo al futurismo, dal vocianesimo al neorealismo. Nel 1911 Palazzeschi inizia la sua opera di narratore con Il codice di Perelà, che conferma la sua vocazione al divertimento e al gioco fantastico. Tre opere rappresentano al meglio il lavoro di Palazzeschi: Stampe dell’Ottocento, Le sorelle Materassi e le Novelle. Palazzeschi muore a Roma nel 1974.

Scrittore dal temperamento focoso e ribelle, diventa ben presto un provocatore di professione, non solo perché esercita originalissime forme di scrittura ma anche perché propone una lettura della realtà molto particolare, rovesciata rispetto al modo di pensare comune. Esordisce come poeta nel 1905 con il libretto di versi “I cavalli bianchi”. Nel 1909, dopo la pubblicazione della terza raccolta di versi, “Poemi”, che gli procurò fra l’altro l’amicizia di Marinetti, aderì al Futurismo (di cui Marinetti era appunto il deus-ex-machina) e, nel 1913, iniziò le sue collaborazioni a “Lacerba”, la storica rivista di quella corrente letteraria.

Dei futuristi ammira la lotta contro le convenzioni, contro il passato recente intriso di fumoserie, gli atteggiamenti di palese provocazione tipici del gruppo, le forme espressive che prevedono la “distruzione” della sintassi, dei tempi e dei verbi (per non parlare della punteggiatura) e propongono “le parole in libertà”.

Dalle Edizioni Futuriste di “Poesia” esce nel 1911 uno dei capolavori di Palazzeschi, “Il Codice di Perelà”, sottotitolato Romanzo futurista e dedicato “al pubblico! quel pubblico che ci ricopre di fischi, di frutti e di verdure, noi lo ricopriremo di deliziose opere d’arte”.

Dopo un così clamoroso idillio, ruppe però con il Futurismo nel 1914, quando la sua personalità indipendente e la sua posizione pacifista entrarono in rotta di collisione con la campagna per l’intervento in guerra dei Futuristi, evento che lo porta anche a riavvicinarsi a forme più tradizionali di scrittura di cui ne è esempio il romanzo “Le sorelle Materassi” (altro capolavoro assoluto).

Dopo l’esperienza della prima guerra mondiale, durante la quale riuscì ad evitare di essere mandato al fronte (ma prestò servizio come soldato del genio), mantenne un atteggiamento distanziato ed attendista di fronte al regime fascista e alla sua ideologia di “ritorno all’ordine”. Condusse da quel momento in poi vita molto appartata, intensificando la sua produzione narrativa e collaborando, dal 1926 in poi, al “Corriere della sera”.

Negli anni sessanta si sviluppa comunque il terzo periodo dell’attività letteraria di Aldo Palazzeschi che lo vede nuovamente interessato alle sperimentazioni giovanili.

La contestazione giovanile lo coglie ormai anziano e, considerato da più parti una sorta di “classico” rimasto in vita, prende con poca serietà e con ironico distacco gli allori che i poeti della neoavanguardia innalzano di fronte al suo nome, riconoscendolo come precursore . Fra le sue ultime opere miracolosamente uscite dalla sua penna all’alba degli ottant’anni troviamo “Il buffo integrale” (1966) in cui lo stesso Italo Calvino riconobbe un modello per la propria scrittura, la favola surreale “Stefanino” (1969), il “Doge” (1967) e il romanzo “Storia di un’amicizia” (1971). Muore il 17 agosto 1974, all’Ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina.

Cresy Crescenza Caradonna

“Il risveglio”

“Il risveglio”

Nell’aria
l’odore di fiori
azzurro è il silenzio
rammenta l’eternità

un prossimo giorno arriverà
in quella terra, specchio di cielo,

sudore tra le zolle ove le rose son già sbocciate

è già ora di andare
nei profumi inebrianti,

un rossore cupo
sul viso, sembra dipinto da un pittore

è il risveglio che bussa
prima dell’alba,

nel bel vento primaverile, una rondine gioca con le nuvole

è il risveglio
dei sensi
pulsano i cuori
nei rosati tramonti d’amore.
di Cresy Crescenza Caradonna

“Il risveglio”