La badante di Cresy Crescenza Caradonna

La badante:
«Una storia semiseria»

1 giorno

Vedere il mondo da una carrozzina, immobile senza l’uso di braccia e di gambe ma solo con l’uso della fioca parola ecco come mi ritrovai quel maledetto giorno di settembre.
Un sole accecante mi penetrò negli occhi da quel fastidioso finestrino d’ospedale, quanto mi dava noia del caldo raggio autunnale appena sveglio dal coma dopo l’incidente stradale: questo ero io solo un vegetale capace di vedere quello spicchio di cielo così azzurro e terso disteso dal mio letto abbagliato dalla luce più intensa mai vista in trent’anni di vita.
Ora capivo quanto bella fosse stata la mia esistenza prima, quanto ne avevo sprecata senza rendermene conto e quanto breve e  dolorosa  sarebbe stata negli anni o forse mesi o giorni futuri, tuttavia ero vivo  questo contava più di tutto per me, vivo vivo come non mai.

2 giorno

“Signor Giovanni, signor Giovanni le presento Maryel la sua badante!”
La guardai sbalordito, mi avevano messo la badante, una grassa, grossa donna sui quaranta, scura dai sfavillanti denti perfettamente bianchi e dall’accento perfettamente straniero che mi osservava con semiseria attenzione e disponibilità   illimitata.
Ribellarmi? Come avrei potuto farlo, accettai così il giorno successivo ero a casa mia con la mia badante di colore Maryel.

3 giorno 

Casa mia: una maestosa villa immersa nella campagna lodigiana dove tutto parlava di me, la dimora più ambita dalla borghesia del luogo che prima dell’incidente, animava di un continuo chiacchiericcio i miei salotti serali, ed ora… “Dov’erano andati?” Dileguati in sordina perchè la malattia spaventa, sì spaventa anche chi fino a poco tempo fa, mangiava e beveva alla mia tavola ricca di bella gente famosa.

4 giorno

 Sono solo nel mio letto, Maryel è accanto alla mia camera, comunichiamo attraverso un piccolo aggeggio tecnologico sempre ben incollato al suo immenso collo, grido lei corre da me anche questa volta mi ha salvato la vita : rischiavo di morire soffocato dai miei stessi respiri avidi sempre d’ aria.
La mia badante non parla molto spesso ma oggi si siede accanto a me mi guarda dritto dritto negli occhi, gli unici  organi  che ancora percepisco parte di me, mi prende le mani e tutto sembra si colori all’improvviso: i muri, le tende… e quel cielo quel magnifico cielo  diventato un infinito arcobaleno.

4 mesi dopo

Sono in Marocco la carrozzina  le mie gambe, Maryel tutto il resto, sono felice, lei, la mia grassa, grossa, colorata badante è con me e forse un giorno la sposerò, la ricca borghesia della provincia lodigiana è lontana molto lontana, forse lo è sempre stata senza che ne avessi la reale consapevolezza: è iniziata la mia nuova vita, la mia vera vita inizia ora.@

Fatti e personaggi sono frutto di fantasia
27 dicembre 2013 @ 

diCresy Crescenza Caradonna


4 commenti

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