Crescenza Caradonna's Blog

 

Paul Gauguin
Artista di mito e sogno

Tessuto segreto di vita

Il tessuto di vita
quel maledetto segreto
forza che brucia
converge nell’anima
ben più crudele
dell’ombra fantasma
sale corrode scava
è carne bollente uragano di sensi
parole profumi di gente sconosciuta


segreti
segreti scoloriti opachi
stremati in occhi lucidi spalancati
in un segno di vita eterno
cullati nel silenzio.

Cresy Crescenza Caradonna
Ventitresettembreduemilaundici
 

 23 settembre 2011 @

Info ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell’Autore
 
…..
                                            Grazie per la cortese lettura!
 
 
 
 

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Invisibili

   INVISIBILI

Invisibili
Nella notte fonda
si aggirano gli invisibili


per chi freneticamente
chiude gli occhi


per chi passa
vede ma ignora
per loro gli invisibili
come fantasmi delle città
sono la dolorosa scura coscienza umana,


sorvolano i nudi marciapiedi
tribolati dai loro perchè
perchè perchè non esistono perchè
sono solo uomini e donne,


nella notte fredda si aggirono gli invisibili
stretti nelle loro coperte di cartone
nella notte fonda
nera come la pece dei loro volti scarniti
s’addormentano gli invisibili
sperando che un nuovo risveglio
ancora una volta busserà ai loro cuori.
di Crescenza Caradonna@
31 gennaio 2013 @

POESIA PREMIATA E FINALISTA AL

Premio Letterario Internazionale

IL POZZO E L’ARANCIO – IX ED. –

 ORIA   (Br)  PUGLIA -ITALY-

LEGGI L’ARTICOLO CORRELATO:

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Al signor nessuno/ The nobodies

Al signor nessuno/ The nobodies

The nobodies

Five boys mowed down
that road in blood and tears

five mothers
five fathers
demand justice

You stole my life on the asphalt

 you nobodies

a gesture of piety
only an act of piety
to write the word love
on their white coffins.

Of Crescenza Caradonna @

Al signor nessuno

Cinque ragazzi falciati
in quella strada  sangue e lacrime

cinque madri
cinque padri
chiedono giustizia

sull’asfalto hai  rubato la vita

tu signor nessuno

un gesto di pietà
solo un gesto di pietà
per poter scrivere la parola amore
sulle loro bianche bare.

Di Crescenza Caradonna@

blog_affidabileTunnel di luce

Crescenza Caradonna >Cronaca<

File:Corriere repubblica 1946.jpg

La Repubblica Italiana  nacque nel giugno 1946, a seguito ai risultati del  referendum istituzionale del 2 giugn, indetto per determinare la  forma di stato  dopo il termine della  seconda guera mondiale.

La notte fra il12 ed  13 giugno 1946 il Consiglio dei ministri conferì al presidente  Alcide De Gasperi le funzioni di Capo provvisorio dello Stato repubblicano, senza attendere il pronunciamento ufficiale della  Corte di Cassazione  fissato per il successivo  18 giugno. Messo di fronte al fatto compiuto dalla propria esautorazione,  Umberto II  lasciò il paese il 13 giugno 1946 lesse a Capo Provvisorio dello Stato  Enrico De Nicola , con 396 voti su 501, al primo scrutinio. Con l’entrata in vigore della nuova  Costituzione della  Repubblica Italiana  De Nicola assumerà per primo le funzioni di Presidente della Repubblica Italiana  1° gennaio 1948 .

Articolo 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle 
forme…

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Musica&Parole

LA TERRA DEI CACHI

Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi; tanta voglia di ricominciare abusiva.

Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate; il visagista delle dive e’ truccatissimo.

Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto:
Italia si’ Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si’ puoi dir di no, ma questa e’ la vita.
Prepariamoci un caffe’ , non rechiamoci al caffe’ : c’e’ un commando che ci aspetta per assassinarci un po’.
Commando si’ commando no, commando omicida.
Commando pam commando papapapapam, ma se c’e’ la partita
il commando non ci sta e allo stadio se ne va,
sventolando il bandierone non piu’ sangue scorrera’ ;
infetto si’ ? Infetto no? Quintali di plasma.
Primario si’ primario dai , primario fantasma ,
io fantasma non saro’ e al tuo plasma dico no.
Se dimentichi le pinze fischiettando…

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CantaPoeta: Lucio Battisti

fbi_sn

“Dolore è una gran gioia

che addolcisce il male.”

Lucio Battisti 

Respirando

Respirando 

la polvere dell’auto che ti porta via,
mi domando
perché più ti allontani e più mi sento mia.

Respirando
il primo dei ricordi che veloce appare
sto fumando
mentre entri nel cervello e mi raggiungi il cuore.

Proprio in fondo al cuore,
senza pudore
per cancellare
anche il più antico amore.

Respirandoti,
io corro sulla strada senza più frenare,
respirandoti,
sorpasso sulla destra e vedo un gran bagliore
Lontano una sirena e poi nessun rumore.
Lasciarti è fra i dolori quel che fa più male.
Fra tanta gente nera una cosa bella tu al funerale.

Respirando
pensieri un po’ nascosti mentre prendi il sole
ti stai accorgendo
“che un uomo vale un altro” sempre no non vale.

Respirando più forte
ti avvicini al mare.
Stai piangendo.

Ti entro nel cervello e ti raggiungo il cuore.
Proprio in fondo al cuore
senza pudore
per cancellare
anche il più nuovo amore.

Respirandomi
ti vesti e sorridendo corri e poi sei fuori
Respirandomi
tu metti in moto l’auto e accarezzi i fiori.

Lontano una sirena e poi nessun rumore.
Dolore e una gran gioia che addolcisce il male. 
Fra tanta gente nera una cosa bella tu a me uguale.

Respirandoci ,
guardiamo le campagne che addormenta il sole.

Respirandoci,
le fresche valli, i boschi e le nascoste viole.
le isole lontane, macchie verdi e il mare,
i canti delle genti nuove all’imbrunire.

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Musica by Cresy

MUSICA&PAROLE by Cresy

 

 

 

Images (Lucio Battisti album)
Images (Lucio Battisti album)
Lucio Battisti Tribute
Lucio Battisti Tribute

Lucio Battisti
Lucio Battisti

Deportazione e morte testimoni di fantasmi dell’umanità@

Deportazione e morte

testimoni di fantasmi dell’umanità

di Crescenza Caradonna@filo-spinato-l-1

Se questo è un uomo

è un romanzo testimonianza di Primo Levi scritto tra il dicembre 1945 ed il gennaio 1947.
Rappresenta la coinvolgente ma riflettuta testimonianza di quanto fu vissuto in prima persona dall’autore nel  campo di concentramento di Auschwitz  Levi sopravvisse infatti alla deportazione nel campo di  Monowitz – lager satellite del complesso di Auschwitz.

« Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no. »

«Sono questi alcuni dei versi introduttivi del romanzo, ispirati all’antica preghiera dello Shemà »

Da Wikipedia

 
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici.
 
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
 
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
 
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
 
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
 
Primo Levi
1941, IG Farben's plant of Buna + Montan, near...
1941, IG Farben’s plant of Buna + Montan, near Auschwitz” ; Overview ; Source : German Federal Archive
Jewish slave laborers in the Buchenwald concen...
English: View of the camp.
English: View of the camp.