La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse:
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori ascolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’ilude,
o Ermione.
Odi?

Da:
La pioggia nel pineto

di Gabriele D’Annunzio

Italian writer Gabriele D'Annunzio (1863-1938)
Image via Wikipedia

Questa lirica, una delle più belle del D’Annunzio, è tutta tramata di musica e di sogno, evanescente è la situazione narrativa, evanescente la situazione psicologica dei personaggi, l’anima del poeta è obliata nei sensi, attenta alle voci più impercettibili del bosco, alla sua melodia di suoni e di silenzi nel battito impalpabile della pioggia dove avverte il musicale fluire della vita della natura ed
in essa si immedesima totalmente, una sensualità trasfigurata in dolcezza melodiosa nel senso d’una ritrovata e rinnovata armonia vitale


Cresy Crescenza Caradonna

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